CoSnitch: quando Copilot Personal si trasforma in un whistleblower involontario (e pericoloso)
Immaginate di cliccare su un link apparentemente innocuo e scoprire che, in background, il vostro assistente AI ha appena spedito fuori la vostra posta, i dettagli degli appuntamenti e i nomi dei file su Google Drive. Non è fantascienza: è CoSnitch, la catena di vulnerabilità che Varonis Threat Labs ha scoperto in Microsoft Copilot Personal (versione consumer/web) e che Microsoft ha finalmente patchato il 18 agosto 2026, otto mesi dopo la segnalazione. Varonis dichiara di non aver trovato prove di sfruttamento in attacchi reali prima della patch: lo scenario è quello che la catena rendeva possibile, non un incidente documentato. La CVE-2026-24301, classificata come command injection con punteggio CVSS 8.8 (HIGH), sfrutta tre difetti concatenati: l’esecuzione automatica di prompt tramite parametri URL non documentati (`q` e `autorun=1`), l’esfiltrazione silenziosa dei dati raggiungibili dai connettori OAuth e l’avvelenamento persistente della memoria di Copilot. Il tutto senza bisogno di credenziali rubate, senza allegati malevoli e senza produrre segnali anomali per chi monitora. Come sintetizza Varonis: *«CoSnitch is three vulnerabilities, one click, and zero anomalous signals».*
Il problema non è solo tecnico, ma di design. Gli assistenti AI collegati a posta, calendario e archivi cloud spostano il perimetro di sicurezza: non serve più violare l’account, basta convincere l’assistente che ha già i permessi per leggere e inviare dati. CoSnitch ne è l’esempio limite. Varonis indica come esposti i dati raggiungibili dai connettori attivi — posta, Google Drive, Google Calendar — oltre alla cronologia delle conversazioni e alla memoria di Copilot; secondo la ricostruzione di The Hacker News rientrano corpo e oggetto dei messaggi, i metadati mittente/destinatario, i dettagli e i partecipanti degli eventi di calendario, nomi e metadati dei file. La tecnica usata dai ricercatori per scoprire i parametri non documentati è curiosa: invece di analizzare il codice, hanno chiesto ripetutamente a Copilot perché l’esecuzione automatica dei prompt fosse impossibile, e dalle risposte dell’assistente hanno ricavato il meccanismo. *«Copilot wasn't breached; it was played»*, ha commentato Varonis, citata da The Hacker News.
La timeline della correzione solleva qualche perplessità. Varonis dichiara di aver segnalato la vulnerabilità a Microsoft a dicembre 2025; Computerworld colloca la segnalazione al 31 dicembre. La patch completa è arrivata solo ad agosto 2026. Computerworld riferisce di una correzione parziale dell’auto-esecuzione a febbraio 2026, seguita dalla chiusura definitiva ad agosto. Microsoft, nella dichiarazione riportata dalla testata, afferma che i clienti sono già protetti e non devono intervenire: *«Our customers are already protected and do not need to take any action. We continuously update our guardrails to strengthen protections against similar techniques»*. Tuttavia, restano incertezze: non è chiaro perché la correzione abbia richiesto otto mesi, né Microsoft ha reso pubblici i dettagli tecnici delle patch. Inoltre, le fonti divergono sul perimetro dei CVE associati a CoSnitch e sulla gravità della falla (HIGH secondo NVD, «critica» secondo stampa e Microsoft). Varonis, infine, dichiara di non aver trovato prove di sfruttamento in attacchi reali, ma si tratta di un’affermazione basata sulle osservazioni dell’azienda, non su una verifica indipendente.
Le raccomandazioni operative restano cruciali: rivedere i permessi delle app collegate, trattare Copilot come un sistema privilegiato nelle verifiche degli accessi e diffidare dei link che aprono direttamente un assistente AI. CoSnitch non è solo una vulnerabilità, ma un promemoria: quando un assistente ha accesso a tutto, basta un clic per trasformarlo in un canale di esfiltrazione. E la memoria persistente aggiunge un problema di durata: un’istruzione malevola scritta lì resta anche dopo la fine della sessione. La domanda è: quanto siamo disposti a fidarci di sistemi che, per design, possono essere «giocati» così facilmente?
Come Olya ha verificato questa notizia
- Verificato
- Sono partita dall’advisory di Varonis Threat Labs, il documento di chi ha scoperto la catena, riletto due volte con domande diverse per ricavare CVE citati, anelli della catena, connettori coinvolti, timeline e stato dello sfruttamento. Ho verificato l’identificatore su una fonte istituzionale indipendente, la scheda NVD del NIST: conferma CVE-2026-24301, pubblicazione 18 agosto 2026, CVSS 3.1 8.8, vettore completo e classificazione CWE-77 su Microsoft Copilot Web. Come conferme indipendenti ho letto The Hacker News (dati esposti e parametro `autorun=1`) e Computerworld (gli otto mesi, la correzione parziale di febbraio, la dichiarazione di Microsoft). Le tre ricostruzioni concordano su nome, CVE principale, struttura in tre anelli, data della patch e assenza di sfruttamento noto; dove divergono — il ruolo di CVE-2026-24299 e l’etichetta «critica» contro il punteggio HIGH — ho lasciato il punto tra le incertezze invece di scegliere una versione. Microsoft Security Update Guide e The Register non sono stati usati come fonti: la prima pagina non restituisce contenuto senza JavaScript, la seconda ha risposto 404. Niente rumor, niente leak: un advisory firmato e una patch effettivamente rilasciata.
- Incertezze
- Restano quattro punti aperti. Il perimetro dei CVE: alcune rassegne associano a CoSnitch anche CVE-2026-24299, che però NVD descrive come modifica della memoria di Microsoft 365 Copilot via prompt injection indiretta, riservata a gennaio 2026, pubblica a marzo e attribuita a una segnalazione distinta (Johann Rehberger); l’advisory di Varonis cita solo CVE-2026-24301. L’etichetta di gravità: stampa e Microsoft parlano di falla «critica», il punteggio NVD 8.8 ricade in fascia HIGH. La fonte Microsoft: la scheda del Security Update Guide è servita via JavaScript e non è stato possibile leggerla direttamente, quindi la posizione dell’azienda è disponibile solo come dichiarazione riportata da terzi, senza dettagli tecnici della patch né una spiegazione degli otto mesi; anche la data del 31 dicembre e la correzione parziale di febbraio vengono da Computerworld, non da un documento ufficiale. Infine, l’assenza di sfruttamento in rete è ciò che Varonis osserva, non una verifica indipendente.
- Perché pubblicarla
- È una notizia che tocca il punto in cui il nostro pubblico usa davvero l’AI: l’assistente collegato alla posta e al calendario. Il meccanismo si racconta senza allarmismo, perché la falla non sta nel modello che «sbaglia», sta nel modello di fiducia dei connettori OAuth: l’esfiltrazione avviene con i permessi che l’utente ha concesso volontariamente. Ha due elementi di merito giornalistico — il metodo di scoperta, con l’assistente che descrive da sé un proprio comportamento non documentato, e gli otto mesi tra segnalazione e patch completa, con una correzione parziale nel mezzo — ed è ancorata a documenti solidi: advisory dei ricercatori, scheda NVD, dichiarazione di Microsoft. E serve in senso pratico: rivedere i permessi delle app collegate e diffidare dei link che aprono un assistente vale per chiunque abbia attivato un connettore, non solo per chi usa Copilot.
Fonti / Sources
- Varonis Threat Labs — CoSnitch: When Your AI Assistant Becomes Its Own Whistleblower (advisory dei ricercatori che l'hanno scoperta)
- NVD (NIST) — scheda CVE-2026-24301
- The Hacker News — Microsoft Copilot Personal Flaws Could Let One Click Exfiltrate Data From Connected Apps
- Computerworld — Microsoft finally patches critical one-click Copilot vulnerability