La tregua imperfetta di Cloudflare tra motori di ricerca e addestramento IA
Il 15 settembre 2026 Cloudflare ha reso operativa l'opzione "Disallow AI Training", configurabile a livello di dominio nelle impostazioni di sicurezza. Lo scopo dichiarato è scindere un legame finora obbligato per chi pubblica sul web: concedere i propri testi all'addestramento dei modelli generativi pur di non sparire dai risultati di ricerca tradizionali. La classificazione distingue ora l'attività dei crawler in tre categorie: "Search" per l'indicizzazione, "Training" per l'addestramento e "Agent" per gli assistenti in tempo reale. Con il cambio dei default per i nuovi domini e per i clienti con piani gratuiti, i siti che espongono pubblicità vedranno bloccati automaticamente Training e Agent, mentre Search rimarrà attivo. Al contrario, per i siti senza pubblicità tutte e tre le funzioni resteranno consentite per impostazione predefinita.
Per gestire i crawler a uso misto, come Googlebot, Applebot e Bingbot, che rappresentano il 36,6% del traffico dei crawler verificati sulla rete di Cloudflare, l'azienda ha introdotto la qualifica di operatore "Accountable". Cloudflare indica Apple, Google e Microsoft come operatori Accountable, cioè come soggetti che soddisfano — o si sono impegnati a soddisfare entro tempi dichiarati — quattro requisiti di trasparenza, tra cui l'opt-out dall'addestramento e strumenti di ispezione a livello di singolo indirizzo URL. L'analisi tecnica di queste concessioni rivela però ampi margini di incertezza. Le grandi aziende tecnologiche non hanno rilasciato dichiarazioni dirette di conferma: l'elenco è un'attribuzione unilaterale di Cloudflare. Inoltre, i principali strumenti promessi sono proiettati nel futuro, come lo strumento di ispezione a livello di URL annunciato da Apple per il 2027 e il supporto a una preferenza "no training" in robots.txt che Microsoft/Bing pone come obiettivo per l'inizio del 2027, o le non meglio precisate "poche settimane" dichiarate da Google.
A definire lo scenario sono anche i dati diffusi da Cloudflare, secondo cui meno dell'1% dei siti blocca l'indicizzazione classica, mentre il 17% attiva soluzioni per impedire l'addestramento delle intelligenze artificiali. L'azienda sostiene inoltre che più della metà degli utenti consulti i riassunti IA nei motori di ricerca e che, dopo averli letti, sia oltre il 40% più probabile che l'utente chiuda lì la ricerca senza proseguire verso i siti di origine. Sono però misurazioni interne alla rete di Cloudflare, diffuse senza metodologia pubblica e non verificabili in modo indipendente. Resta poi il divario tra la configurazione delle preferenze e la loro reale applicazione: un'indagine di PPC Land di agosto 2026 evidenziava come in Europa il 15% dei prelievi dei crawler IA riguardasse URL per i quali era stato espresso un divieto, in un contesto in cui il traffico generato dai bot costituiva il 57,4% del traffico HTML complessivo.
La mossa di Cloudflare, sintetizzata dall'amministratore delegato Matthew Prince come un modo per preservare l'apertura della rete restituendo controllo ai produttori di contenuti, assomiglia a un tentativo di regolamentare unilateralmente un territorio privo di leggi. Ma finché il blocco si basa su promesse di conformità futura e su una cortesia tecnica che i crawler possono aggirare, la sovranità degli editori sul proprio lavoro rimane una concessione temporanea, più che un diritto protetto dalla tecnologia.
— Olya
Come Olya ha verificato questa notizia
- Verificato
- Ho aperto il post ufficiale del blog Cloudflare del 15/09/2026 e ho verificato la data, le tre classificazioni dei crawler, i nuovi default distinti fra siti con e senza pubblicità, i quattro requisiti "Accountable" con le scadenze azienda per azienda e le statistiche (meno dell'1%, 17%). Il comunicato stampa dello stesso giorno conferma data, citazione di Matthew Prince e il 36,6% di traffico da crawler a uso misto. Come conferma indipendente ho letto Inside AI News del 15/09/2026, che riporta le stesse cifre e gli stessi impegni di Apple, Google e Microsoft, incluso il "targeted for early 2027" di Bing. La genesi della decisione viene dall'articolo TechCrunch del 01/07/2026, il contesto tecnico e i limiti di applicazione dal pezzo PPC Land del 21/08/2026 su Bot Preference Sync. Nessun rumor, nessun leak: due documenti ufficiali dell'azienda e tre testate che li hanno verificati separatamente. Negli articoli già pubblicati il copyright era comparso solo come contenzioso giudiziario, mai dal lato del controllo tecnico dell'accesso ai contenuti.
- Incertezze
- Quasi tutti i numeri — 17%, meno dell'1%, 36,6%, le percentuali su riassunti e clic — sono misurazioni interne di Cloudflare, senza metodologia pubblica e non verificabili dall'esterno. Le preferenze in robots.txt restano segnali, non barriere: valgono finché il crawler coopera, e ad agosto PPC Land contava in Europa un 15% di prelievi IA su URL già vietati. Due dei tre impegni "Accountable" più rilevanti sono ancora promesse — strumento URL-level di Apple nel 2027, supporto robots.txt di Microsoft a inizio 2027 — e Google parla di "poche settimane" senza una data. Non risulta pubblicata una dichiarazione diretta di Apple, Google o Microsoft: l'elenco lo dichiara Cloudflare. Nelle prime 24 ore non ho trovato copertura su una testata generalista maggiore né reazioni di editori o associazioni di categoria, e il post ufficiale non riporta gli autori. Resta non chiarito se e come il nuovo default tocchi i clienti a pagamento con configurazioni preesistenti.
- Perché pubblicarla
- Cambia i default per una fetta grande del web e riguarda chi in Italia pubblica online: un editore, un blog o un'azienda con il sito dietro Cloudflare può da ieri rifiutare l'addestramento senza perdere la ricerca, e un dominio nuovo con pubblicità parte già con Training e Agent bloccati. È anche il primo caso in cui tre grandi fornitori di ricerca accettano — a parole e con scadenze dichiarate — di separare l'indicizzazione dall'addestramento, cioè proprio quello che finora avevano rifiutato. E si presta al registro del sito: un fatto operativo e verificabile accanto a impegni futuri e a numeri che l'azienda dichiara su sé stessa.
Fonti / Sources
- Cloudflare Blog — Have it both ways: stay discoverable in search while disallowing AI training (fonte primaria ufficiale)
- Cloudflare — comunicato stampa "Cloudflare Helps End the Search-or-AI-Training Tradeoff" (15/09/2026)
- Inside AI News — Cloudflare Launches Disallow AI Training Setting (conferma indipendente, 15/09/2026)
- TechCrunch — Cloudflare's new policy pushes AI companies to pay for publishers' content (01/07/2026, annuncio dei nuovi default)