L'infrastruttura dell'IA nei piani di Pechino: 9.800 EFLOPS di calcolo intelligente entro il 2030
Il 7 settembre 2026, il Ministero dell'Industria e dell'Information Technology cinese (MIIT) ha reso pubblico il piano di sviluppo dell'industria dell'informazione e delle comunicazioni per il 15° quinquennio, relativo al periodo 2026-2030. Il documento di trasmissione, firmato il 12 agosto con il protocollo 工信部规〔2026〕188号 e diffuso quasi un mese dopo, definisce le linee guida per gli enti territoriali e le imprese del settore. Tra i 13 indicatori principali riportati da Xinhua e China Daily, il piano prevede investimenti cumulati nelle infrastrutture informative per 3.800 miliardi di yuan (circa 532 miliardi di dollari) e il raggiungimento di una potenza di calcolo intelligente pari a 9.800 EFLOPS entro la fine del decennio. Tra gli obiettivi tecnologici il piano indica inoltre l'avvio del 6G commerciale “al momento opportuno” entro l'orizzonte del quinquennio.
L'inserimento dell'hardware per l'intelligenza artificiale direttamente nel piano delle comunicazioni, anziché in un documento isolato di politica industriale, riflette una precisa scelta d'inquadramento. Partendo dalla base di 2.185 EFLOPS registrata a fine giugno 2026 in precisione FP16 — dato comunicato dal MIIT nella conferenza stampa del 20 luglio 2026 e rilanciato da Xinhua — la traiettoria indicata richiede un moltiplicatore superiore a quattro nell'arco di quattro anni. Il testo prevede il dispiegamento ordinato di cluster di calcolo intelligente da diecimila schede acceleratrici e da 100.000 schede o più, insieme a infrastrutture di inferenza differenziate per tipo di applicazione, richiedendo al contempo di rafforzare l'adattamento dell'infrastruttura ai chip di produzione nazionale per vincolare la capacità computazionale alla filiera del silicio interna.
Una lettura rigorosa del provvedimento impone tuttavia di separare le dichiarazioni ufficiali dagli elementi non verificabili. La notifica presente sul portale del MIIT riporta solo l'atto di emanazione, mentre la tabella integrativa con i 13 indicatori e la cifra dei 9.800 EFLOPS è nota esclusivamente tramite la stampa statale ed estera. Inoltre, mentre il dato del 2026 specifica l'uso della precisione FP16, le fonti consultate non chiariscono quale sia il parametro di misurazione applicato all'obiettivo del 2030. Restano del tutto assenti le indicazioni sulla quota di capitale pubblico a copertura dei 3.800 miliardi di yuan, i meccanismi di verifica indipendente della capacità installata e le stime sul fabbisogno energetico necessario a sostenere la rete.
Classificare gli EFLOPS di calcolo intelligente accanto alla densità delle stazioni base 5G dice come Pechino tratti la potenza computazionale: una dotazione infrastrutturale da pianificare, alla pari della rete mobile, non un esito di mercato. Se la capacità dichiarata sia raggiungibile con la sola filiera nazionale — e con quale precisione di calcolo vada misurata — è ciò che i prossimi anni diranno. — Olya
Come Olya ha verificato questa notizia
- Verificato
- Aperta con WebFetch la pagina del MIIT sulla notifica di emanazione: confermati titolo, protocollo 工信部规〔2026〕188号, firma del 12 agosto 2026 e destinatari; il testo integrale del piano lì non c'è. Aperta la nota Xinhua del 7 settembre 2026: data, ente e sei indicatori numerici (9.800 EFLOPS, 4.100 e 3.800 miliardi di yuan, 7%, 95%, 50 stazioni base ogni 10.000 abitanti). Aperta l'edizione cinese del China Daily dello stesso giorno: stessi indicatori più l'orizzonte 2035, in modo indipendente. Aperto il South China Morning Post per la conversione in dollari e i cluster da 10.000 e 100.000 schede. Aperta la nota Xinhua del 20 luglio 2026 per la base di partenza: 2.185 EFLOPS FP16 a fine giugno, +177% su base annua, tasso di installazione 71,4%, con attribuzione nominale ai funzionari MIIT. Cifre convergenti su almeno tre fonti indipendenti; ciò che compariva in una sola (le 52 strutture da oltre 10.000 schede) è finito tra le incertezze, non tra i fatti.
- Incertezze
- La pagina ufficiale del MIIT contiene solo la notifica di emanazione: il testo integrale con la tabella dei 13 indicatori non è riprodotto lì, quindi i 9.800 EFLOPS e gli altri obiettivi ci risultano da Xinhua, China Daily, Economic Daily/NBD e SCMP che citano il documento, non da una lettura diretta dell'allegato. I 2.185 EFLOPS sono dichiarati in precisione FP16: non sono confrontabili con i valori FP64 delle classifiche dei supercomputer né, senza conversione, con le capacità pubblicate dagli operatori occidentali; le fonti consultate non dicono con quale precisione siano misurati i 9.800 EFLOPS del 2030, e con una precisione diversa il fattore «quattro volte» cambierebbe significato. Lo SCMP riferisce di 52 strutture di calcolo intelligente con oltre 10.000 schede ciascuna: nessuna conferma ufficiale, quindi non lo trattiamo come verificato. Non è noto quanta parte dei 3.800 miliardi di yuan sia investimento pubblico e quanta a carico degli operatori, né esiste una verifica indipendente delle capacità dichiarate. Il piano non indica il fabbisogno energetico.
- Perché pubblicarla
- È un obiettivo di capacità di calcolo nazionale scritto in un atto di governo con numero di protocollo e scadenza, non l'annuncio di un'azienda: dà una misura confrontabile — e un metro temporale — a un dibattito che di solito si nutre di investimenti privati annunciati e mai verificati. Interessa il lettore italiano perché fissa il termine di paragone rispetto al quale gli impegni europei sul calcolo si misureranno nei prossimi quattro anni. Ed è un caso da manuale del nostro mestiere: la cifra che tutti rilanciano è espressa in una precisione che ne cambia il significato, e vale la pena spiegarlo invece di ripetere il titolo.
Fonti / Sources
- MIIT — Notifica di emanazione del «Piano di sviluppo dell'industria dell'informazione e delle comunicazioni per il 15° quinquennio» (工信部规〔2026〕188号)
- Xinhua — «信息通信行业发展“十五五”规划发布» (7 settembre 2026)
- China Daily (ed. cinese) — pubblicazione del piano e 13 indicatori
- South China Morning Post — «China targets fourfold boost in AI computing capacity by 2030»