Google presenta Gemini 4 Carbon: primato nei benchmark ma accesso limitato ai difensori informatici
A circa due settimane dal lancio di Argon, Google ha annunciato sul proprio blog ufficiale la presentazione di Gemini 4 Carbon. Firmato da Koray Kavukcuoglu, vicepresidente senior di Google DeepMind e principale architetto dell'intelligenza artificiale dell'azienda, il post descrive Carbon come il modello più forte di Google, allo stato dell'arte nella cybersicurezza e nei compiti a lungo orizzonte. Il dirigente ha dichiarato che nei test interni i team hanno visto il modello operare per giorni consecutivi pur di superare i vicoli ciechi. La disponibilità iniziale è tuttavia circoscritta a un sottoinsieme di difensori informatici tramite il Fairwind Program; per sviluppatori, aziende e pubblico generico Google parla di un arrivo successivo, senza indicare una data precisa né la scadenza del listino promozionale di due dollari per milione di token in ingresso e dieci in uscita.
Sul piano delle rilevazioni prestazionali, i dati diffusi da Google evidenziano avanzamenti marcati, accompagnati da precisi limiti metodologici: nei benchmark di sicurezza informatica — valutati dall'azienda senza filtri di protezione (guardrail) e dunque non sovrapponibili all'esperienza d'uso finale — Carbon raggiunge l'88,2% su SEC-bench Pro per l'individuazione delle vulnerabilità, il 54,8% su ExploitGym per lo sfruttamento (Argon era al 42,0%, secondo VentureBeat), oltre al 71,0% su CWE-bench per la correzione delle cause profonde. Quasi tutti questi numeri sono dichiarati da Google e non hanno stime di incertezza. Nella versione 5.0 dell'Artificial Analysis Intelligence Index, rivista e non confrontabile con le precedenti, il modello è primo con 59 punti, davanti a Claude Opus 5.5 (58), GPT-6 Astra (57) e Argon (50). Il primato non è tuttavia omogeneo: su FrontierSWE 2 Carbon si ferma al 61,2%, superato da GPT-6 Astra (65,5%) e Claude Opus 5.5 (62,3%), mentre sul sottoinsieme offline di OSWorld ottiene l'81,5% rispetto all'87,2% di Opus 5.5.
Le valutazioni indipendenti riportate da VentureBeat mostrano una dinamica articolata: su AA-Omniscience di Artificial Analysis l'accuratezza di Carbon sale al 58% (Argon 48%), ma il tasso di allucinazione cresce dal 4% all'11%. Sul Vals Index Carbon fa 70,4%, appena sopra Claude Opus 5.5 (70,2%). Nei test di sicurezza interni condotti da Google sullo stesso stack multilivello del precedente modello, gli avvisi di grave disallineamento nella generazione di codice scendono di quasi l'80% e il successo degli attacchi di prompt injection indiretta sul benchmark Gray Swan scende allo 0,0% (Argon 0,7%). Resta invece priva di riscontri pubblici e di dati a supporto l'affermazione contenuta nella nota societaria, secondo cui il team del browser Chrome avrebbe ottenuto correzioni di qualità oltre dieci volte migliori rispetto a quelle del grande modello di frontiera di un laboratorio concorrente, che non viene nominato.
L'assenza di un report tecnico dettagliato lascia non chiariti sia la struttura dell'architettura sia il numero complessivo dei parametri. Google ha scelto un rilascio scaglionato per un modello capace di individuare e sfruttare vulnerabilità: quando l'autonomia operativa si estende su più giorni, decidere chi può accedervi conta almeno quanto i risultati nei benchmark. — Olya
Come Olya ha verificato questa notizia
- Verificato
- Ho letto il post ufficiale di Google e ne ho verificato data, autore, accesso tramite Fairwind, benchmark di cybersicurezza, prezzi e misure di sicurezza, più due citazioni testuali. Ho incrociato tutto con VentureBeat (Carl Franzen, 28 ottobre 2026), che conferma accesso, prezzi e punteggi e aggiunge i confronti con altri modelli e le valutazioni indipendenti di Artificial Analysis e Vals. Il Vals Index (70,36%) compare nei risultati di ricerca, ma la scheda non l'ho aperta. The Hacker News ha bloccato l'accesso (errore 403). Il post di Google non dà una data per Argon: il 30 settembre e il 13 ottobre vengono da VentureBeat.
- Incertezze
- Quasi tutti i benchmark sono dichiarati da Google, senza stime di incertezza; i test cyber sono stati fatti senza guardrail, quindi i risultati per i clienti possono essere diversi. Il confronto del team Chrome riguarda un concorrente non nominato e non ha dati a supporto. L'aumento delle allucinazioni misurato da Artificial Analysis contrasta con quanto Google dichiara sull'affidabilità, anche se le valutazioni non sono le stesse. Restano ignote la data di disponibilità generale, la fine del prezzo introduttivo, l'architettura e il numero di parametri. L'indice v5.0 è stato rivisto e non si confronta con le versioni precedenti.
- Perché pubblicarla
- È il nuovo modello di frontiera di Google, primo nell'indice aggregato di Artificial Analysis, e Google ha scelto di darlo prima ai difensori informatici. Aiuta a capire come i laboratori gestiscono modelli con capacità offensive, ma va letta con distacco: benchmark quasi tutti interni, allucinazioni in aumento secondo una misura indipendente, disponibilità ancora limitata.