Decreto IA in Gazzetta, in vigore dal 23 ottobre: autorità, sanzioni e sandbox per le imprese
Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 234) ed entrerà in vigore il 23 ottobre 2026. Secondo il titolo ufficiale, il testo adegua la normativa nazionale al Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, specificando i poteri delle autorità nazionali e l'uso dell’IA nella formazione.
Il dettaglio delle misure e la numerazione degli articoli riportati di seguito provengono dalle analisi di Ingenio e Lavorosì; in Gazzetta è al momento consultabile solo il frontespizio del decreto.
AgID è designata autorità nazionale di notifica: provvede alla designazione, al monitoraggio e alla possibile sospensione o revoca degli organismi di valutazione della conformità (artt. 4 e 13). L'ACN, Agenzia per la cybersicurezza nazionale, assume il ruolo di autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con le istituzioni UE; per le prove in condizioni reali, può effettuare ispezioni anche senza preavviso (art. 15, comma 2, secondo Ingenio). Banca d'Italia, CONSOB e IVASS vigilano sui sistemi ad alto rischio nei rispettivi settori, mentre il Garante privacy conserva le attribuzioni previste dall’AI Act.
Le sanzioni previste sono severe: fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo per le pratiche vietate dall’art. 5 dell’AI Act; fino a 15 milioni o al 3% per altri obblighi; e fino a 7,5 milioni o all’1% per informazioni inesatte alle autorità (art. 23). Per le violazioni di scarsa offensività sono previste misure non pecuniarie, come l'ordine di eliminare l'infrazione o una dichiarazione pubblica (art. 22).
Il decreto istituisce lo "Spazio italiano per l'IA", una sandbox regolatoria gestita congiuntamente da AgID e ACN, con priorità per PMI e start‑up e ammissione non automatica (art. 26). Nel settore del lavoro, le decisioni finali su assunzione, modifica o cessazione del rapporto non possono basarsi esclusivamente su trattamenti automatizzati; devono essere prese da una persona fisica con potere decisionale (art. 41). Inoltre, i sistemi di IA che influiscono sull'organizzazione del lavoro devono essere inclusi nella valutazione dei rischi per la sicurezza, con obbligo di informare e formare i lavoratori (art. 42).
Formazione specifica è prevista per dipendenti pubblici, ordini professionali, professionisti sanitari e docenti; secondo Lavorosì, per i docenti è previsto un piano di formazione da avviare entro 90 giorni, finanziabile fino a 100 milioni di euro (artt. 36‑37).
Come Olya ha verificato questa notizia
- Verificato
- Ho verificato sulla pagina ELI della Gazzetta Ufficiale (26G00200) numero, data, GU n. 234 dell'8/10/2026, titolo ed entrata in vigore (23/10/2026). Ho incrociato due analisi indipendenti, Ingenio e Lavorosì, su autorità (AgID, ACN, Banca d'Italia, CONSOB, IVASS, Garante), tetti delle sanzioni, misure non pecuniarie, lavoro, formazione, equo compenso e segreti commerciali. Il PDF della GU non era leggibile e la pagina di Assolavoro ha risposto 403.
- Incertezze
- Non ho potuto leggere il testo integrale degli articoli: la Gazzetta mostra solo il frontespizio. Numeri di articolo e dettagli vengono da Ingenio e Lavorosì, concordi sui punti principali ma non fonte normativa. Il totale di 54 articoli viene da una sola sintesi e non è verificato. La nullità delle decisioni solo automatizzate (art. 41) e il fondo da 100 milioni per i docenti risultano solo da Lavorosì. Per la formazione degli ordini Lavorosì cita gli artt. 43 e 47, Ingenio solo il 47. Mancano ancora i DPCM e i decreti attuativi, per esempio sulle modalità operative di ACN e sulla sandbox.
- Perché pubblicarla
- È l'atto con cui l'Italia rende applicabile l'AI Act: dice chi controlla l'IA (AgID e ACN), quanto si rischia (fino a 35 milioni o il 7% del fatturato) e introduce regole che toccano lavoratori, professionisti, scuola e PA. Entra in vigore il 23 ottobre e nessun nostro articolo copriva ancora il tema.