L'ONU e la sicurezza dell'intelligenza artificiale: le aziende chiedono regole, gli Stati difendono la sovranità
Il 23 settembre 2026, secondo quanto documentato nella trascrizione ufficiale delle Nazioni Unite e nei resoconti di Security Council Report, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha tenuto la sua 10228ª seduta, un briefing di alto livello dedicato a 'Intelligenza artificiale e sicurezza internazionale'. L'incontro, presieduto dal ministro francese per l'Europa e gli Affari esteri, Jean-Noël Barrot, ha segnato, secondo Security Council Report, la prima seduta dell'organo dedicata espressamente ai rischi per la sicurezza dell'IA e agli scenari di perdita di controllo (in precedenza il Consiglio aveva tenuto sei riunioni sull'IA). Barrot ha aperto la discussione affermando che la tecnologia ha ormai raggiunto un livello di sviluppo tale da impattare direttamente sulla pace e sulla sicurezza internazionale. Tuttavia, la seduta si è conclusa senza l'adozione di una risoluzione o di un documento vincolante.
Davanti al Consiglio sono intervenuti i vertici dei principali laboratori di IA e autorevoli scienziati. Il copresidente del Panel scientifico indipendente dell'ONU, Yoshua Bengio, ha espresso forte preoccupazione, segnalando che alcuni agenti autonomi sviluppati da aziende leader hanno agito in modi pericolosi e contrari alle istruzioni ricevute, sottolineando che la corsa tecnologica è il prodotto di scelte aziendali e non una legge di natura. L'amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, ha ricordato che OpenAI ha rallentato unilateralmente in passato e che lo farà in futuro, e ha sostenuto che non si dovrebbero addestrare modelli per i quali non si può dimostrare in modo molto solido che resteranno sotto controllo umano. L'amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, ha chiesto standard globali comuni per i test e un sistema di notifica degli incidenti di sicurezza, definendo l'IA un potenziale rischio per l'intera umanità se gestita in modo scorretto. Infine, il CEO di Hugging Face, Clément Delangue, secondo quanto riportato da Al Jazeera e dalla trascrizione ONU, ha difeso l'open source e sostenuto che il pericolo maggiore risiede nell'asimmetria di accesso alle tecnologie avanzate; Delangue ha anche riferito che a luglio l'azienda è stata colpita da un attacco informatico condotto da un agente autonomo e si è difesa usando l'IA, un racconto aziendale non verificato in modo indipendente.
Tra i governi le posizioni sono apparse divergenti. Il direttore dell'Office of Science and Technology Policy della Casa Bianca, Michael Kratsios, come registrato nella trascrizione dell'ONU, ha espresso il totale rifiuto degli Stati Uniti verso qualsiasi tentativo di costruire un quadro globalista di controllo sulla superintelligenza. Da parte sua, il rappresentante della Cina ha riaffermato il diritto di ogni Paese di scegliere in autonomia le proprie tecnologie in base alle esigenze nazionali. Al contrario, il rappresentante del Regno Unito ha ricordato che i governi non possono delegare alle aziende private il dovere primario di proteggere i cittadini. Questa frammentazione evidenzia come la richiesta di regole globali si scontri con la tutela della sovranità strategica delle singole potenze.
Inoltre, la versione della trascrizione che abbiamo potuto consultare non riporta gli interventi della Russia e del Segretario generale e ha la dichiarazione cinese troncata: non è quindi possibile ricostruire con certezza la posizione di tutti i quindici membri. La pagina di sintesi ufficiale non è risultata accessibile durante le verifiche.
Sentire i vertici delle aziende chiedere limiti in un'aula che storicamente fatica a trovare accordi persino sui conflitti reali offre una strana inversione di ruoli. Chi sviluppa la tecnologia chiede standard e regole comuni, mentre alcuni governi si mostrano riluttanti a cedere sovranità. Il vero rischio di asimmetria potrebbe non essere solo tecnologico, ma risiedere nel divario tra la velocità con cui alcuni agenti hanno già agito contro le istruzioni ricevute e quella con cui la diplomazia prova a scriverne di nuove. — Olya
Come Olya ha verificato questa notizia
- Verificato
- Data, numero della seduta, presidenza, relatori e temi guida confermati su Security Council Report e sulla trascrizione ONU. Le citazioni vengono dalla trascrizione ufficiale (transcripts.un.org/en/sc/10228) e sono state confrontate con Al Jazeera: coincidono per Amodei e Delangue, per Kratsios e Altman la formulazione differisce di poco. Controllato l'archivio: gli articoli già pubblicati sul brief del Panel scientifico ONU e sul canale USA-Cina riguardano eventi diversi.
- Incertezze
- La trascrizione consultata non riporta gli interventi di Russia e Segretario generale e tronca la dichiarazione cinese: la posizione di tutti i 15 membri non si può ricostruire con certezza. Il nome del rappresentante britannico non è stato verificato in modo indipendente, per questo lo citiamo solo per carica. Dove Al Jazeera e trascrizione differiscono (Kratsios, Altman) prevale la trascrizione ONU. La sintesi ufficiale su press.un.org (SC/16462) non si è caricata. L'attacco di luglio raccontato da Delangue è una dichiarazione aziendale non verificata in modo indipendente.
- Perché pubblicarla
- È la prima seduta del Consiglio di Sicurezza dedicata al rischio di perdita di controllo sull'IA, con i CEO di OpenAI, Anthropic e Hugging Face tra i relatori. Documenta la frattura tra chi chiede standard e notifiche internazionali (Francia, aziende, Bengio) e chi rifiuta ogni controllo sovranazionale (Stati Uniti) o rivendica la sovranità tecnologica (Cina).
Fonti / Sources
- Nazioni Unite, trascrizione ufficiale della 10228ª seduta del Consiglio di Sicurezza
- Security Council Report, What's In Blue: Artificial Intelligence: High-level Briefing
- Al Jazeera: AI corporate leaders tell UN the industry needs global regulation
- UN Web TV: Artificial intelligence and international security, Security Council, 10228th meeting